A problema complesso non esiste soluzione semplice.

Quante volte hai cercato una risposta rapida al tuo dolore? Magari un farmaco miracoloso, una terapia che risolva tutto in un attimo, o una posizione perfetta per non sentire più fastidi. La verità è che il dolore, soprattutto quando diventa cronico, non ha una soluzione unica e immediata.

Viviamo in un mondo che ci ha abituati a soluzioni rapide. Ma il corpo umano non segue questa logica. Il dolore cronico è il risultato di molteplici fattori: biologici, psicologici e sociali. Non è solo una questione di muscoli, nervi o ossa, ma anche di percezione, stress, abitudini di vita e persino dell’ambiente in cui viviamo.

La falsa promessa della soluzione magica

Spesso ci viene detto: “Hai mal di schiena? Devi solo correggere la postura!”, oppure “Hai dolore? Riposa e smetterà di farti male”. Queste soluzioni sembrano semplici, ma ignorano la complessità del problema. Certo, alcuni accorgimenti possono aiutare, ma non basta un singolo esercizio, una manipolazione o un macchinario per risolvere un dolore persistente.

Il vero approccio alla soluzione

Affrontare il dolore significa cambiare prospettiva. Significa comprendere il proprio corpo, riconoscere i fattori che lo influenzano e adottare strategie attive per migliorare la qualità della vita. L’attività fisica graduale, la gestione dello stress, il miglioramento del sonno e una maggiore consapevolezza del proprio corpo sono tutti elementi chiave.

Il dolore non è il nemico da combattere con un’arma sola. È un segnale, una comunicazione del corpo che va ascoltata e interpretata con intelligenza e senza paura.

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Nel mio libro LiberaTi dal male troverai una guida basata su evidenze scientifiche per comprendere il dolore cronico e affrontarlo con strumenti concreti. Scopri come il movimento, l’educazione e un approccio attivo possono fare la differenza.

Sfatiamo un mito sul dolore: “Correre e saltare fa male alle articolazioni!”

Da anni sentiamo ripetere che correre e saltare possano danneggiare le articolazioni, ma è davvero così? La risposta è NO! La ricerca scientifica ci insegna che movimenti ad alto impatto sono spesso benefici per il corpo, se eseguiti nel modo giusto e introdotti con gradualità ad ogni età e in quasi tutte le condizioni.

Il termine impatto, nella cultura di massa, viene considerato il nemico numero uno delle problematiche articolari. Quante volte avete sentito dire “evitate l’attività fisica ad alto impatto?”, ecco quello che dovete fare invece è l’esatto opposto!

Perché correre e saltare fanno bene?

  • Fortificano le ossa: Lo stress meccanico generato dall’impatto stimola la densità ossea, prevenendo osteoporosi e fragilità.
  • Migliorano la mobilità articolare: Le articolazioni sono progettate per muoversi; attività dinamiche le mantengono sane.
  • Promuovono il benessere generale: Il movimento riduce il rischio di malattie metaboliche e migliora il sistema cardiovascolare.

Attenzione alla gradualità

Il vero segreto è partire con calma e rispettare i propri limiti. Se non sei abituato a correre o saltare, comincia con brevi sessioni e aumenta progressivamente intensità e durata. Il tuo corpo si adatterà e risponderà con maggiore forza e resistenza.

L’attività fisica è come un farmaco, è efficace con il giusto dosaggio.

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